Nel gatto, la comparsa di aree senza pelo, arrossamenti, croste, desquamazione o lesioni circolari sulla cute non deve mai essere sottovalutata. Questi segni possono avere cause diverse e, tra queste, una delle più importanti da escludere è la dermatofitosi, una patologia fungina contagiosa che può interessare sia gli animali sia l’uomo.

La dermatofitosi felina è spesso conosciuta come “micosi” o “tigna”, ma non sempre si presenta in modo evidente. In alcuni gatti può manifestarsi con perdita di pelo localizzata, cute arrossata, piccole croste o desquamazione; in altri casi può avere un aspetto più sfumato e simulare altre malattie dermatologiche.

Proprio per questo motivo, davanti a una lesione cutanea, il primo passo non dovrebbe essere applicare subito una pomata o provare un rimedio casalingo, ma arrivare a una diagnosi corretta.

Molti proprietari, nel tentativo di aiutare il proprio animale, utilizzano creme cortisoniche, prodotti non specifici o trattamenti improvvisati prima ancora di sapere quale sia la vera causa della lesione. Questo approccio può essere controproducente, perché può modificare l’aspetto clinico della cute, peggiorare la lesione, ritardare la diagnosi e favorire la diffusione dell’infezione ad altri animali o alle persone che vivono nello stesso ambiente.

Inoltre, l’uso non corretto di prodotti sulla pelle può favorire irritazioni, infezioni secondarie o rendere più difficile il lavoro del medico veterinario durante la visita dermatologica.

La dermatofitosi felina, infatti, può assomigliare ad altre condizioni cutanee, come dermatiti allergiche, parassitosi, demodicosi, rogna notoedrica, infezioni batteriche o alcune malattie immunomediate. Per questo non è possibile basarsi solo sull’aspetto della lesione.

Una corretta valutazione dermatologica può includere diversi esami, scelti dal veterinario in base al caso: osservazione clinica della cute e del mantello, esame con lampada di Wood, esame microscopico del pelo, tricogramma, coltura fungina e, quando necessario, test molecolari come la PCR per dermatofiti.

Questi strumenti aiutano a capire se la lesione è davvero causata da un fungo dermatofita oppure se il problema ha un’origine diversa. Solo una diagnosi precisa permette di impostare una terapia adeguata, mirata e sicura.

La pelle è un organo complesso e racconta molto dello stato di equilibrio dell’animale. Prurito, perdita di pelo, croste o arrossamenti non sono solo un problema estetico, ma segnali da interpretare con attenzione.

Prima viene la diagnosi. Solo dopo può arrivare la terapia corretta.