La gastrite nel cane è un’infiammazione della mucosa dello stomaco e può comparire in forma acuta oppure cronica. La forma acuta si manifesta improvvisamente e può essere legata all’ingestione di alimenti poco adatti, sostanze irritanti, cambiamenti alimentari troppo rapidi, farmaci, infezioni o episodi di forte stress. La gastrite cronica, invece, tende a persistere nel tempo o a ripresentarsi con frequenza e può essere associata a sensibilità alimentari, processi infiammatori, parassiti, alterazioni gastrointestinali o patologie sistemiche come alcune malattie renali.

Il sintomo più frequente è il vomito, che può essere occasionale oppure ripetuto. Il cane può mostrare anche riduzione dell’appetito, nausea, salivazione eccessiva, debolezza, minore energia, dolore addominale e, in alcuni casi, diarrea. Quando il vomito diventa frequente, aumenta anche il rischio di disidratazione e perdita di elettroliti. Nei casi più importanti possono comparire tracce di sangue nel vomito o feci molto scure, segnali che richiedono una valutazione veterinaria tempestiva.

La mucosa gastrica possiede naturalmente una barriera protettiva che permette allo stomaco di convivere con un ambiente fortemente acido. Quando questa barriera viene compromessa, l’acido e gli enzimi digestivi possono irritare maggiormente i tessuti e favorire l’infiammazione. È per questo che alimentazione, farmaci e condizioni generali dell’organismo possono avere un impatto importante sul benessere dello stomaco.

La diagnosi non può basarsi soltanto sui sintomi. Il veterinario valuta la storia clinica del cane, la durata e la frequenza del vomito, l’alimentazione, l’eventuale assunzione di farmaci e la possibilità che siano state ingerite sostanze irritanti o corpi estranei. Quando necessario possono essere eseguiti esami del sangue, delle urine e delle feci, radiografie o ecografia addominale. Nelle forme croniche o poco chiare può essere indicata anche una gastroscopia con biopsia della mucosa gastrica.

Il trattamento dipende sempre dalla causa e dalla gravità del problema. Nei casi più lievi può essere sufficiente controllare il vomito, correggere la disidratazione e riprendere gradualmente l’alimentazione con pasti piccoli e facilmente digeribili. Farmaci antiemetici, gastroprotettori o riduttori della secrezione acida devono invece essere utilizzati solo quando realmente indicati dal veterinario.

Anche l’alimentazione svolge un ruolo importante nel recupero. Una dieta altamente digeribile, somministrata in piccole porzioni durante la giornata, può ridurre il carico sullo stomaco. In presenza di disturbi ricorrenti può essere necessario valutare anche eventuali sensibilità alimentari e scegliere un regime nutrizionale più specifico.

Stomaco e intestino, inoltre, fanno parte dello stesso equilibrio digestivo. Alterazioni della dieta, episodi infiammatori, farmaci e stress possono modificare anche il microbiota intestinale. Per questo, in alcuni casi, il veterinario può valutare l’utilizzo di prebiotici, probiotici o altri supporti nutrizionali finalizzati a sostenere l’ambiente gastrointestinale. Riconoscere una gastrite significa quindi osservare il cane nel suo insieme e non limitarsi al singolo episodio di vomito. Se i sintomi persistono, si ripetono frequentemente o sono accompagnati da dolore, sangue, perdita di peso, forte debolezza o rifiuto del cibo, è importante rivolgersi al medico veterinario.

Prendersi cura dello stomaco significa sostenere un equilibrio complesso che coinvolge alimentazione, mucosa gastrica, digestione, intestino e microbiota.